Rose Bianche simboleggiano il Silenzio

Date: domenica, 07 ottobre 2007
Time: 10:40
In: viaggi, sogni, buio, labirinti, vetri, sipario, stanze, amando palahniuk

Chiamavo.
Il cellulare, dalle sembianze dell'unico palliativo di cui necessitavo , ripeteva sempre la stessa cosa. Ancora e ancora, nonostante io, a diverse ore del giorno componessi sempre lo stesso numero, finivo sempre per ascoltare la medesima frase, la medesima filastrocca che mi angosciava, che mi distruggeva.
E sono andata avanti così per giorni e giorni.
Eppure ero cosciente del perchè finivo con l'ascoltare sempre le stesse parole. Sapevo che scelta avevi fatto, lo sapevo perfettamente. Ma la cosa più difficile che mi aspettava era farmene una ragione. In fondo mi avevi lasciato con la cosa più difficile da fare: dover accettare la tua scomparsa senza provare nulla. Come se in quella notte umida io fossi davvero pronta a provare indifferenza.
Ti ho fissato attentamente quando estraevi quella scheda in miniatura, che conteneva i tuoi ricordi, il tuo piccolo mondo in miniatura, dall'inutile involucro di cip e plastica. Era buio, e i tuoi lineamenti si rendevano nitidi se baciati dalla luce lampioni. La tua, quella sera era una sagoma dalle sembianze di una prefetta creatura, singolare, affascinante, perfetta, caduce e malata creatura. Mi stavi lasciando. E io mi opponevo. Ma il nero dei tuoi occhi avvolgeva anche la stessa realtà in cui mi trovavo. Nero il capoverso, nero pece dei tuoi capelli, nero cenere la tua vita, nera ancora la tua pelle, nere le lacrime, nere corvino come l'angoscia. Neri e ancora neri i fili che mi riconducevano a te. Duras nei miei occhi, inchiostro nell'ultima pagina, gettato da te. Parole che hai lasciato scritte arrogantemente :

"A presto,

ti aspetto ..."

 e sono state come incise da te, e le ho marcate a fuoco dentro di me, come tu realmente avresti voluto.
E le hai dettate sull'unico libro che sapevi mi avrebbe uccisa.
 Solo io so di che malattia sono morta, da ormai troppo tempo.

 

"E' la storia di un amore, il più grande e terrificante.....
Si tratta di un amore che non ha nome nei romanzi e non ha nome neppure in quelli che lo vivono. Di un sentimento che in un qualche modo non sembra avere ancora vocabolario, costumi, riti. Si tratta di un amore perduto. Perduto da perdizione."

 

Tenere in mano quel libro sta diventando come un gioco al massacro.
Tanto quanto lo stesso cercare di addormentarmi. Spero sempre di non trovarti.

Riverso ancora su di te un rancore difficile da descrivere, il mio cuore pulsa animato da un sentimento che non posso e non riesco a classificare, ma ti odio dentro e fuori di me.
Odio rimpiangere di non aver dato forma a questa incontrollabile sensazione.

Mi stavi annunciando la tua morte e io non ho saputo dire niente, ho saputo solamente chiudermi in me stessa e lasciarti andare. Sono morta anche io, in un modo o nell'altro, mi sono consumata e mi sono accasciata a terra in attesa di essere portata via, come si fa in un cimitero con i fiori secchi e marci. Aspettavo di essere portata via. Polvere. Grazie per essere stato un determinato bisogno.
Nell'aver fatto strage di me non potevi sapere che sarebbe rimasto solo questo.

Ma io sono il nulla, mi hai reso l'essere che sono.

Il nulla.


Illusa e straziata mi vesto di quel nulla a cui tu ha cucito fino all'ultimo orlo, un  perfetto vestito di menzogne e falsità.


E sogno ancora, ingenuamente, pareti di un bianco avorio.

E ucciderei per un abbraccio.


Adesso.

 

 

 


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SURVIVOR

Date: mercoledì, 04 luglio 2007
Time: 10:35
In: riflessoni, amando palahniuk

 Survivor...uno, due, tre.Prova!

Nell'ottica di colui o colei che lavora almeno 16 ore al giorno con un programma strutturato esclusivamente per una cerchia ristretta di piccoli geni del male, categoria rara e infinitamente chiusa in se stessa, nonchè attratta da un'unica cosa : IL SUCCESSO ; mi sento presa in giro, io che non faccio parte di questa categoria, io che ho poco o niente da spartire con ognuno di loro, fintanto che finisco con il credere che non ci sia via di fuga per chi studia una materia come la mia. Mi chiedo ancora come mai io sia finita a fare una scelta simile, forse per l'idea in se di riuscire nel campo, quando parliamoci chiaro la maggior parte delle persone che si laureano in architettura finiscono con l'iscriversi all'albo e fare la fame. Ma poi fossero in se per se le 16 ore, sono anche spesso 25 su 24 e il risultato.......: voglia di morire quando per errori irreversibili il programma elimina metà del lavoro che hai fatto costringendoti a bestemmiare in almeno tutte le lingue esistenti sulla faccia della galassia, attenzione non terra, ma galassia e ti fa rimpiangere di essere nato uomo visto che i sassi non hanno di questi problemi.
Sopravvivo giusto perchè non ho intenzione di tirarmi indietro anche se non è bello sentire un laureando consigliarti di scappare finchè sei in tempo.

Survivor...uno, due, tre.Prova!


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..coriaceo..

Date: martedì, 19 giugno 2007
Time: 21:23
In: pensieri, stanchezza, caos, rassegnazione, sipario, stanze, irrazionalità, riflessoni, amando palahniuk

Era un dischiudersi di parole, e spesso laceranti solchi sulla pelle corrispondono a vuoti d'anima.

E vorresti saperne più di me a riguardo.

La razionalità uccide l'essere umano.

Ma non leggere queste parole, forse le interpreteresti come il sangue di un macello.

Il gancio serve per appendermi. E sorrido alla sola idea di essere sollevata da quel pavimento, piedi nudi e sguardo perso.

Il sudore scivola sulla mia pelle, è salato tanto quanto le mie lacrime. Non riesco più a distinguere quale sia il male e quale sia il bene.

Sono il prodotto di silenzi. Dovevo imparare a tacere al momento opportuno. Invece esagerando ho lasciato andar via tutto, tradendomi.

Eppure mi sto chiudendo. 

Ci siete per dirmi addio.

Dalla sfera della mia prigionia vi derido mordendomi il labbro superiore.

Non chiedevo tanto, solo di scavare, scovare, affondare, come quando una mano afferra la carne, vi affonda i polpastrelli e lentamente stringe, le unghie solcano la pelle, i pori soffocano un grido.

Il fumo si solleva da quella poltrona di velluto verde ormai destinata ad essere un pezzo raro di arredo, dalla bocca di una donna seminuda , rannicchiata e tremante, anche lei non è altro che un antiquato pezzo di sala.

Respira a fatica, nel silenzio del crepuscolo. Si lascia morire, una ciocca di capelli le scivola sugli occhi, una mano cade lenta come accarezzando ancora il placido tessuto.

 

 

 


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Pillole a base di cianuro aromatizzate al limone formato famiglia

Date: mercoledì, 21 febbraio 2007
Time: 18:51
In: pensieri, stanchezza, rassegnazione, sipario, riflessoni, amando palahniuk

Sono di fronte a questa pagina bianca, mi sento malata di silenzio, afflitta dalla paura di giudizio.
Come se non esistesse più una libertà. Come se l'interlocutore si fosse fatto polvere o meglio ancora non fosse mai esistito.

Ho creduto nella nuova moda, quella che si differenzia da tutte le altre per nuovi aspetti esistenziali di base, ossia nessuno. Migrare, per andarsene da qui. La ricerca di una dose di cianuro come viaggio di sola andata per chissà quale nuovo pianeta, forse un giorno ci verranno a raccontare che se tutti seguissimo questa bizzarra moda finiremmo uno per uno a vivere su Venere. Vendereanno al supermarket pillole a base di cianuro aromatizzate al limone formato famiglia. Ci spediranno a casa opuscoli su quale modo migliore adottare per morire più velocemente e indolore. Troveremo depliant che narreranno di cosa accade se respiriamo monossido di carbonio del tubo di scappamento della nostra auto chiusi nel garage, di come si spegne il nostro cervello, di come ci tordisce e di come ci addormenta. Per sempre.

Sarebbe l'alternativa. Inventeremo un nuovo mondo, uccideremo tutti e l'illuderemo che migrare in un nuovo pianeta, ancora immacolato, non corrotto, giusto e candido sia il modo migliore per far espiare all'uomo ogni singolo peccato commesso per lussuria, accidia, gola, avarizia, ira, superibia e invidia, questi sette fantomatici peccati capitali che arriveremo a ricommettere senza troppo indugio in quel deserto e oasi di perdizione e benessere chiamato Venere. Stermineremo la specie umana sulla Terra e la faremo migrare in massa altrove.

 

 


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il nero,una birra ghiacciata,la pioggia estiva, l'odore della marmellata di more e del caffè,dormire(dormirei ad oltranza..), lo sfumare della grafite, perdermi ad osservare, incantarmi, fare anelli di fumo, assaporare i vari tipi di the, guidare senza meta



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