Offro lunghe cavità da incidere. Una ad una.
Strato su strato.Fino in fondo.
Fino a che non rimane più niente su cui fare violenza.
Le catene montuose che le tue nocche formano quando sollevi le mani non posso scordarmele,
mani così perfette.
Lo sguardo si posa sulle labbra umide e gli occhi spalancati,
attenti quasi,
modellano il mio corpo in panneggi silenziosi.
Ombre sui miei palmi.
Bicchieri di vino che tintinano al tocco delle dita.
Vino bianco danza nel calice,
oro vitreo e liquido
e un'altra sigaretta ancora si spegne sotto la pressione delle tuo pollice e del tuo indice.
Avidamente ne accendo un'altra,
e aspiro come fosse ossigeno
quel fumo bluastro
e gradevolmente amarognolo.
Un bambino sta impilando i posaceneri che trova su i tavolini intorno a noi.
Vuole anche il nostro.
Ma è pieno.
Offro lunghe cavità piene di sangue da incidere. Una ad Una.
Strato su Strato. Fino in fondo.
Fino a che non rimane più niente su cui fare violenza.
Una vita a rincorrere cime di altissime montagne spoglie.
Quando credevi di brillare come un cimelio, ti sbagliavi.
Quando credevi di essere speciale, ti illudevi.
Quando credevi di amare, volevi solo darti una fottuta speranza.
Quando distrattamente getti via il tutto, ti svuotavi.
Era vedermi appesa. Ma dignitosamente reale. Stravolta, stanca ma reale.
A volte conti fino a dieci, cerchi di riprendere fiato in mezzo a centinaia di persone.
A volte ti piacerebbe andare dove nessuno sa chi sei. Ma sarebbe sempre troppo semplice voltare la carta, voltare le spalle, voltare e voltare ancora in cerca di pagine bianche, di qualcosa di nuovo e di sconosciuto da vivere e da scrivere. Troppo troppo troppo semplice.
E anche quando qualcosa di rompe ci si sente in colpa, si vorrebbe dire di non essere stati noi.
Non me la sento di vivere nell'angoscia di perdere tutto. Vorrei sentire come i passi si allontanano da me.
Sciogliere i capelli al vento e ascoltare il calore del sole su un prato. Sola sola e ancora sola con me stessa.
In blocco le mie sensazioni, in blocco le mie lacrime, in blocco il mio sangue, la mia pelle, le mie forze, le mie grida, i miei tagli e le mie cicatrici, i miei occhi e le mie labbra. In blocco ancora ricordi, in blocco te e ancora te. In blocco le delusioni, gli anni e il silenzio.
E dipingo un complesso emozionale sempre troppo poco dettagliato..
Era un dischiudersi di parole, e spesso laceranti solchi sulla pelle corrispondono a vuoti d'anima.
E vorresti saperne più di me a riguardo.
La razionalità uccide l'essere umano.
Ma non leggere queste parole, forse le interpreteresti come il sangue di un macello.
Il gancio serve per appendermi. E sorrido alla sola idea di essere sollevata da quel pavimento, piedi nudi e sguardo perso.
Il sudore scivola sulla mia pelle, è salato tanto quanto le mie lacrime. Non riesco più a distinguere quale sia il male e quale sia il bene.
Sono il prodotto di silenzi. Dovevo imparare a tacere al momento opportuno. Invece esagerando ho lasciato andar via tutto, tradendomi.
Eppure mi sto chiudendo.
Ci siete per dirmi addio.
Dalla sfera della mia prigionia vi derido mordendomi il labbro superiore.
Non chiedevo tanto, solo di scavare, scovare, affondare, come quando una mano afferra la carne, vi affonda i polpastrelli e lentamente stringe, le unghie solcano la pelle, i pori soffocano un grido.
Il fumo si solleva da quella poltrona di velluto verde ormai destinata ad essere un pezzo raro di arredo, dalla bocca di una donna seminuda , rannicchiata e tremante, anche lei non è altro che un antiquato pezzo di sala.
Respira a fatica, nel silenzio del crepuscolo. Si lascia morire, una ciocca di capelli le scivola sugli occhi, una mano cade lenta come accarezzando ancora il placido tessuto.
Nome: Dedalo Sussurri...quelli con cui vi parlo di me, della mia dualità e della mia finitudine e infinitudine, del mio poter essere il bianco e il nero, del mio sentirmi così imperfetta in questo corpo perfetto, e stringo con le mie mani il mio viso e mi dispero ...
Amo
il nero,una birra ghiacciata,la pioggia estiva, l'odore della marmellata di more e del caffè,dormire(dormirei ad oltranza..), lo sfumare della grafite, perdermi ad osservare, incantarmi, fare anelli di fumo, assaporare i vari tipi di the, guidare senza meta
di tutto...Verdena, Afterhours, Jeff Buckley, Marlene Kuntz, Pink Floyd, Placebo, Iron Maiden, Lou Reed, The Doors, Patty Smith, Radiohead, Tool, Velvet Underground, Deep Purple, Franco Battiato, Fabrizio De Andrè, Muse, Depeche Mode, Alice in Chains, Modena City Ramblers, Queen,Giardini di Mirò, Nine Inch Nails, A perfect Circle, Sigur Ros, Audioslave, Soulwax, Marta su Tubi, Mogway, Malfunk, Pearl Jam, ..and much more..