Lei.
Si alzi. Mh.
Sì, proprio lei.Venga a sedersi di fronte a me.
Mi faccia vedere qualcosa che non ho mai visto.
Ad esempio, sparebbe disegnarmi la mediocrità?
No sa perchè in questo studio si reclutano solo avventori in grado di mostrarci qualcosa di verosimilmente affiancabile all'inconcretezza.
Lei ne ha mai fatto uso?Sì, intendo proprio delle astrazioni.
Dice di non aver mai assistito a spettacoli di rara bellezza, come emanazioni di danze pulviscolo atmosferiche delle sinapsi?Interessante.
Sa, in questo ambito posso solo porgerle ulteriori domande a riguardo.
Mi dica, potrebbe associarvi un colore o un sapore?Potremmo giudicarla in base a questi due fondamenti.
Sa, nel nostro studio non ci piace tenere spettri ottici incolore e insapore.Non sarebbe politicamente corretto con il nostro programma aziendale.
E che mi dice dell'incalzante rumore che si estende per miglia e miglia, rumore bianco, sì quello, proprio quello, che mi dice riguardo la sua vitrea appartenenza alla società contemporanea, alla tecnologia asettica e talvolta menzognera, produttrice di stereotipati monoliti dall'aspetto zincato e dalle rifinitissime cromature?
Questo è uno studio di rispettabili professionisti esperti nel campo dell'autoreferenzialità artistica, produciamo solo ed esclusivamente monumenti autoctoni, torte nuziali personalizzate, targhette con sù nome e cognome dell'inventore.Nessuno spicca per bravuta o ingegnosità, quà si tratta di sfoderare se stessi da fondine anonime.
Non sforniamo geni. Lo siamo e basta. Ognuno a suo modo e maniera.
Dice di non avere mai avuto colloqui così dettagliatamente interessati alla sua formazione chiamata vita, esperienza?Sì, quel connubio di razionalità e concisa attenzione verso il particolare.
Lei ha qualche ossessione?
Se sì, le garantisco che in questo caso ha trovato una porta aperta sul mondo, qualcosa di straordinariamente connesso alla sua visione caliedoscopica dell'esistenza.
Dice di soffrire di insonnia?La mattina adora immergere i piedi in mattonelle ghiacciate bianco-avorio ad ore improponibili della notte?Mh.Aspetto interessante della sua carriera esistenziale.
E mi dica, cosa le provoca questa incapacità di organizzare un ritmo equilibrato tra sonno-veglia?
No sa, perchè se si tratta del fatto che pensa, e i suoi pensieri sono reticoli spinosi di tele che vorticano dal basso verso l'irraggiungibile, direi che siamo quasi a buon punto per quanto riguarda la sua assunzione.
In ultima analisi ma non per questo meno significativa, le domando, ha paura della morte?
No sa, qua non si tratta di un gioco al massacro qualsiasi, si parla di grattacieli vertiginosamente alti, si parla di vulnerabilità, si ha a che fare con la malattia, si ha a che fare con la percezione primordiale di noi stessi, il nostro istinto di sopravvivenza legato a questa giungla metropolitana e frenetica.
Dice di no.
Come fa dirlo? Siete usciti a prendere un caffè insieme, lei e la morte.
Mi dispiace. Fino a questo momento aveva fatto un ottimo colloquio, le sue referenze rispecchiavano perfettamente quelle dell'impiegato modello, colui che vive sulla terra con la speranza di servire a qualcosa, di come si suol dire lasciare il segno, quella sottospecie di ipocrita malattia di cui si muore più facilmente.
Lei non ha niente a che vedere con tutto ciò.
Certi crepuscoli hanno lo stesso sapore del sangue in bocca. Cieli dalle sfumature ingombranti e stridule.
Quel verde acido è solo inquinamento.Quel rosa non è che opaco malumore generale.
Quel blu ingrigito sempre lo stesso arrangiamento musicale che ti gira in testa ma non preoccuparti, augurati solo che passi al più presto.
Una passeggiata sembra paragonabile ad una seduta dallo psicanalista con la sola aggiunta che non devi pagare un fottuto estraneo per sentirti dire che stai fallendo.
Sì. Sei un perfetto coglione che cammina a testa bassa, pungi serrati, di fronte all'ennesimo impressionante sipario di morte.
Date: sabato, 20 settembre 2008
Time: 08:50
In: riflessoni
Nel flesso delle ore spese a non riuscire a dormire,rifletto.
Io mi domando ma come cacchio si fa?
E voi ribattereste "a fare cosa?"
A non dormire quando dovrei.
Si finisce con il confondersi quando le ore di veglia si mescolano a quelle del sonno e viceversa.
Tutto perde il suo ordine, se mai nella mia vita da insonne ne abbia mai avuto uno.
Il fatto è che ancora non sono capace di tirarmi botte in testa per addormentarmi immediatamente, anche se sarebbero pressochè poco dispendiose e soprattutto istantanee.
La sola pecca è che non sono indolori.
Sti cazzi, dico io.
E allora i vecchi bei metodi delle pecorelle che saltano il recinto per la sottoscritta(e non solo, credo) sono solo delle celeberrime Minchiate e lo narro con la volgarità che contraddistingue una persona che:
a. non dorme;
b. le gira il cazzo per quanto citato sopra.
E dopo due caffè, e non due semplici espressi ma bensì due caffettiere da 4, posso dire che mi manca la visione della madonna e sono a posto.
La nota positiva è che l'alba non ha mai avuto sapori-odori-colori migliori di quelli che ho gustato-sentito-visto.
E' simile al passaggio delle unghie sulla pelle, è simile al flusso del sangue che scorre e produce rumore scivolando sulle pareti delle vene, è simile al voltare pagina, è simile a quell'impercettibile battuta delle palpebre che si chiudono di scatto per riaprisi nell'istante immediatamente successivo, è il rumore ovattato dei passi nella sabbia, è il rumore delle mani che affondano tra i capelli, è il rumore dell' aria nelle notti di afa , è simile al rumore di una lacrima che scivola sul viso e che va a inondare ciò che incontra nel proprio cammino*plic*, è simile al respiro che quasi nel totale silenzio arriva all'orecchio di quella donna che veglia su quel'uomo addromentato, è simile alla danza delle lucciole a fine primavera....
Sono la proiezione di me stessa, adesso.
Tutto questo non riesco ad udirlo. Mi manca, come se avessi smesso di vivere.
Vedere la propria immagine che si riflette all'infinito. Fa quasi paura. Tante me che si riverberano. Qualcosa sbatte dentro di me. Genera quel tipo di vertigine che ristagna e ridisegna un'impertinente vuoto che osservo con disgusto.
E non si tratta neanche più di chiedersi perchè. Dovrei abbracciare me stessa come se stessi per estinguermi in tanti piccoli, irregolari frammenti. Ammesso che non sia già successo. Ammesso che ci sia ancora tempo. Ma dubito fortemente di essere riuscita ad arrivare puntuale all'appuntamento con quel boia chiamato Io. Dubito di essere ancora in tempo per qualcosa. E domani, si insomma, quest'oggi che deve in qualche modo ancora manifestare la propria venuta in ogni senso, o forse solo in un unico senso, bisogna che mi dia un motivo per alzarmi. Si , bisogna. Ma non necessariamente ritengo che ciò corra in mio aiuto, stringendomi a se. Tanto perchè vorrei, si vorrei, ma è solo un verbo di cui si finisce con il venirne soffocati, non buttare via niente o forse vorrei solo capire se ho effettivamente fatto calare il sipario su ancora un ennesimo capitolo.Giusto per vedere cosa ci sarà nel successivo, ma non concepisco una netta suddivisione, anzi più che capitolo direi un'ennesima favola che si chiude.Che poi ci sia l'eventuale lieto fine non c' è da chiederselo , c'è solo da aver la voglia di fagocitare, se si ha fame di curiosità, le prossime pagine, di un libro ancora da scrivere. O da riempire di immagini.
Quella notte dormire era l'ultima delle mie aspettative.
Sublimare nei pensieri non è che uno dei miei infiniti sport mentali in cui mi cimento per consumare le notti e anche un pò il mio materasso a furia di rigirarmi.
Finisco per contare i minuti che passano: le 2 e 30, le 2 e 45, le 3....le 5..le 6 e 30.
Ma finisco con l'illudermi che di minuti non si tratta più : infatti sono ore.
Sono diventata più insofferente. Strano, direi quasi. Non transigo più. Non ascolto più.
Non mi importa se qualcuno non mi offre più giri di grappa alla mela.
Non mi importa più di produrre qualcosa che so finirà con il sovrapporsi al classico disgusto proprio del mio essere.
Non mi importa caro lettore se non capirai di cosa sto parlando, ma sappi che qua si va in contro al martirio di san me stessa. Se soffochi non ti aiuterò. Se soffochi e ti salverò non mi farai pena e non ti spedirò soldi o biglietti di auguri per una pronta guarigione.
Se un domani si partirà alla volta di Barcellona o di Bergen, fa che io sia sola in quell'aereoporto e che non debba salutare nessuno.
Il conto alla rovescia non è più circoscritto.
Spagna: una mèta che sto odiando con tutta me stessa. Quando un tempo era...interessante, attraente.
Non mi importa se nessuno verrà a chiedermi come sto dopo mesi che non sente e che non mi vede.
Lascio l'inventario delle mie vacanze in un cassetto da cementificare e gettare in mare.
Nome: Dedalo Sussurri...quelli con cui vi parlo di me, della mia dualità e della mia finitudine e infinitudine, del mio poter essere il bianco e il nero, del mio sentirmi così imperfetta in questo corpo perfetto, e stringo con le mie mani il mio viso e mi dispero ...
Amo
il nero,una birra ghiacciata,la pioggia estiva, l'odore della marmellata di more e del caffè,dormire(dormirei ad oltranza..), lo sfumare della grafite, perdermi ad osservare, incantarmi, fare anelli di fumo, assaporare i vari tipi di the, guidare senza meta
di tutto...Verdena, Afterhours, Jeff Buckley, Marlene Kuntz, Pink Floyd, Placebo, Iron Maiden, Lou Reed, The Doors, Patty Smith, Radiohead, Tool, Velvet Underground, Deep Purple, Franco Battiato, Fabrizio De Andrè, Muse, Depeche Mode, Alice in Chains, Modena City Ramblers, Queen,Giardini di Mirò, Nine Inch Nails, A perfect Circle, Sigur Ros, Audioslave, Soulwax, Marta su Tubi, Mogway, Malfunk, Pearl Jam, ..and much more..